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Standard & Poor’s alla sbarra a Trani: “Non può più lavorare in Italia”

da Libero

I pm alla Consob: “Valutate se possono ancora restare qua”
Standard & Poor’s alla sbarra: una delle tre agenzie di rating indagate dalla procura di Trani per i declassamenti dell’Italia, su denuncia dell’Adusbef, è stata rinviata a giudizio per manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata. L’atto è stato notificato ieri ai legali dell’agenzia stessa. Lo rendono noto i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Nello stesso atto, che oggi verrà consegnato alla Consob dal pm Michele Ruggiero, si chiede alla stessa Commissione nazionale per le società e la borsa di valutare la possibilità che S&P possa continuare ad operare in Italia. L’inchiesta era iniziata nell’estate del 2010 in seguito a una denuncia di Adusberf e Federconsumatori sull’operato dell’altra agenzia di rating Moody’s.

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  1. 31 maggio 2012 alle 20:28 | #1

    quando tempo fa, sul vecchio excite, espressi forti dubbi sull’attendibilità di queste agenzie di rating, naturalmente fui subito accusato di essere animato da sentimenti di difesa nei confronti di berlusconi…ora berlusconi non è più al governo, e allora come la mettiamo?

    • enrica
      31 maggio 2012 alle 22:40 | #2

      ..a volte non conta tanto cosa si dice, ma come lo si dice e soprattutto perche’ ed in che contesto :D comunque da tempi immemori inveisco contro il sistema finanziario mondiale…di cui queste agenzie sono espressione…Anzi sono del parere che l’unico modo per risolvere la crisi in cui ci troviamo e’ che i politici di tutto il mondo, trovino un briciolo di coraggio e di lucidita’, si riuniscano e mettano fine alla speculazione fine a se stessa, al sistema distorto di scommettere sulla rovina di questa o quella nazione, riportino la finanza al vecchio significato di finanziamento dell’economia reale.

  2. oly64
    31 maggio 2012 alle 23:20 | #3

    A quei tempi io giudicai attendibili le valutazioni delle agenzie di rating. Che qualcuno le abbia citate in giudizio può essere comprensibile, ma il tempo mi ha dato ragione, visto come sono effettivamente conciati i paesi oggetto dei giudizi. Sicuramente anche loro fanno parte di un sistema nel quale speculazione e profitto hanno la precedenza su tutto, ma è impossibile sostenere che una banca o un paese pieni di debiti insanabili non vadano valutati negativamente.

    • 1 giugno 2012 alle 07:18 | #4

      come pure è impossibile dare pieno credito (come fu fatto a suo tempo) a dei banditi che hanno fatto finta di non accorgersi di quello che succedeva con parmalat e lehman brothers, ma di questo ne abbiamo già parlato. ma naturalmente tutto fa brodo pur di sostenere certe tesi, spread e agenzie di rating comprese.

      • 1 giugno 2012 alle 08:25 | #5

        Sostenere quali tesi? No credo serva essere laureati in economia e finanza per rendersi conto di quali banche e quali paesi non siano talmente affidabili da meritare le triple A. Che questo poi non giustifichi il clima di terrore e le speculazioni conseguenti può anche essere condiviibile, ma i problemi sono indubbi.

        • monrefuge1
          1 giugno 2012 alle 09:00 | #6

          ma dài, Oly, ci sono Paesi e banche affidabili?

          • 1 giugno 2012 alle 11:28 | #7

            Evidentemente si. Il punto è che non sono le agenzie di rating a dover essere accusate. Ho sempre sostenuto che loro svolgono il lavoro che gli viene richiesto. Se ae cdono un giudizio sull’ economia greca o portoghese o su una banca particolarmente esposta, che fai? Dici vai tranquillo, tutto alla grande? Non credo, valuterai attentamente gli indici e gli elementi e darai il tuo giudizio. La domanda da porsi è: cui prodest? A chi giova tutto questo? Chi ha interesse a creare questo clima di isteria e speculare sulle difficoltà altrui? La risposta non credo possa essere S&P o Moodys…. ;-)

        • 1 giugno 2012 alle 11:36 | #8

          non serve essere laureati per rendersi conto ecc. ecc. ma è proprio quello che hanno fatto con parmalat e lehmann. mentre invece i giudizi negativi sull’italia sono proprio quelli che la procura di trani ha ritenuto dolosi. ma naturalmente il risalto dato a queste agenzie di rating a suo tempo erano un’ ottima occasione di speculazione politica che non bisognava lasciarsi scappare! ogni lasciata è persa :-D

          • oly64
            1 giugno 2012 alle 13:29 | #9

            Sappiamo entrambi che i conti di Lehmann Bro. e Parmalat erano truccati e successivo oggetto di reato. A quei tempi nessuno si è preoccupato di contestare o verificare certe classificazioni, mentre nei mesi scorsi i giudizi parevano il termometro su cui basare il futuro di un intero paese, se non di un continente. Più che speculazione politica, a mio parere, qualcuno ci ha speculato propro economicamente e sono pure convinto che ha manovrato e accentuato alcuni aspetti della crisi, comunque presente. Che dietro ci fosse la Germania, gli emiri o qualche boss di Wall street lo lascio ipotizzare a te. ;-)

            • 1 giugno 2012 alle 19:43 | #10

              E in Italia a chi conveniva dare credito ai giudizi delle agenzie di rating, giudizi ora SOTTO INCHIESTA, amplificandone l’impatto mediatico gettando così discredito sulla nazione? Eppure sarebbe saltato all’occhio di un neonato che quei giudizi erano farlocchi, lo diceva Kulpe, lo dicevo io, anche Ditonaro lo disse una volta! Mmmmm non ti viene in mente nessuno?

              • 2 giugno 2012 alle 13:27 | #11

                Sulle strumentalizzazioni e sulle convenienze possiamo trovare facilmente l’accordo. Quello che io contesto è che le valutazioni delle agenzie siano farlocche. La verità sullo stato delle banche e delle economie è sotto gli occhi di tutti.

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