Pontremoli, respinti 5 alunni (uno disabile): i genitori minacciano la class action. Ma è ora di finirla con le classi-pollaio
Di Maria Giovanna Maglie su Libero
Un anno fa Pisapia dichiarava:
“Nel momento in cui il Governo e il Parlamento stanno lavorando per mettere a punto i meccanismi di applicazione del federalismo fiscale, stanno discutendo il tema della distribuzione delle risorse fra amministrazione centrale ed enti locali e dovranno mantenere gli impegni assunti verso la Lombardia e verso Milano per Expo 2015, poter contare su Bruno Tabacci, sarà una garanzia per tutti i milanesi”
Ieri si dimette da commissario per l’EXPO del 2015. Pare che tra le versioni ufficiali vi sia il fatto che ”ci vuole una persona del governo che se ne occupi a tempo pieno”; perchè allora Tabacci ricopre sia la carica di assessore al bilancio e quella di parlamentare, si chiede il sito Mammamia Pisapia? Altra versione ufficiale che spiega le dimissioni riguarda il governo è “capire se c’è l’impegno forte del governo per andare avanti”. A 1000 giorni dall’Expo 2015 il Pisapia nazionale pianta una grana degna di quelle che la compianta Marylin piantava a Billy Wilder, rischiando di mandare tutto all’aria, cosa che se accadesse sarebbe disastrosa per l’immagine dell’Italia! E’ probabile invece la vera ragione sia politica: portare alle dimissioni anche Formigoni per creare un commissario unico…Pisapia!
Di Maria Giovanna Maglie su Libero
Sentitevi ora l’attacco della tiratona del Pd, un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Alessandro Profumo, con la richiesta di inviare un’ispezione. «È questo – chiede Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd – che deve fare la scuola? Portare avanti piccoli eccellenti e lasciare indietro chi parte con qualche svantaggio? È questo il compito della scuola? Il rifiuto, l’esclusione in quella tenera età, lascia impronte profonde nell’anima. Manifestiamo tutto il nostro sdegno per quel che è successo e continueremo a combattere perché la scuola dell’inclusione possa continuare a essere la spina dorsale di un Paese che ha bisogno di rialzarsi sapendosi tenere per mano anche con chi è più debole». Qualche svantaggio non essere in grado di leggere e scrivere? La scuola dell’inclusione, ovvero degli analfabeti, come futura spina dorsale del Paese? Poveri noi, non cambia mai niente, è sempre il ’68.
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