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Meritocrazia PD

Sacrosanto bocciare chi non sa Anche in prima elementare

Pontremoli, respinti 5 alunni (uno disabile): i genitori minacciano la class action. Ma è ora di finirla con le classi-pollaio

Di Maria Giovanna Maglie su Libero

Il Pd presenterà un’interrogazione sul caso. Ma la verità è che le classi-pollaio sono figlie del buonismo. Cinque bambini di prima elementare bocciati in due classi della stessa scuola costituiscono certamente un problema da esaminare discretamente e approfonditamente, ma se cascano nel pentolone della politica italiana, se finiscono nelle fauci di genitori che pur di non ammettere una dura realtà, preferiscono far ricadere la colpa sulla scuola e solo sulla scuola; se diventano il pretesto per una bella tirata politically correct di una senatrice del Partito Democratico a corto evidentemente di argomenti polemici, al grido del trito «ah, se governassimo noi..»; se parte immediatamente il trombonismo nazionale sulla scuola diventata cattiva e disumana, sulla scuola che lascia indietro i meno privilegiati, che, udite udite, privilegia selezione e meritocrazia, allora siamo pronti per una bella sceneggiata italiana, al ritmo di Don Milani, con alcune certezze: è colpa di qualcun altro, preferibilmente del sistema, meglio, di Berlusconi. Viene in mente a qualcuno che la promozione coatta di cinque bambini che, anche a detta dell’insegnante di sostegno, non sono in grado di leggere e di scrivere, sia forse una crudeltà maggiore, una scelta vile che li consegna a frustrazione, senso di inferiorità, e che se sono stranieri fingere che possano stare con i madre lingua italiani, e chiamarla solidarietà e accoglienza, sia ancora più sbagliato? Viene in mente a qualcuno che la scuola non è un pronto soccorso, ma un luogo di istruzione e formazione, e che se ai cittadini italiani si comincia da lì, dall’inizio, a far credere che la società è una mucca da mungere, che ci deve assolvere, assistere in tutto, poi finisce non solo con i bamboccioni, ma con la tragedia economica e civile nella quale ci troviamo oggi immersi? Macché, mi daranno della razzista e della fascista! Amen.Di seguito leggetevi la storia con le iniziative dei genitori, le testimonianze dell sindaco, che è un insegnante, l’iniziativa demagogica del Pd. Nell’Istituto «Giulio Tifoni» di Pontremoli, grande lo stupore dei genitori dei bambini all’uscita dei risultati degli scrutini: due bimbi italiani (tra cui un disabile) e tre stranieri, alunni di due prime classi, a settembre si ritroveranno a ripetere l’anno scolastico, cominciando così nuovamente il loro percorso. I genitori però non vogliono arrendersi a quella che definiscono un’autentica ingiustizia. «Non riteniamo imputabile ciò alla mancanza di professionalità dei docenti – hanno dichiarato – piuttosto puntiamo all’impossibilità di seguire con attenzione necessaria trenta bambini tra i cinque e i sei anni, ciascuno con la propria capacità di apprendimento». Nelle intenzioni dei genitori pare ci sia addirittura una «class-action» che consisterebbe in un atto contro il Ministero dell’Istruzione e i dirigenti preposti per ottenere, se previsti, anche risarcimenti a livello esistenziale. I soldi, insomma.  «Quello che viene effettuato è sicuramente il risultato di valutazioni ponderate da scuola e spesso anche famiglia – replica, cercando di far prevalere il buon senso e la ragione, il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, che è anche dirigente scolastico in istituti di un altro comune – la bocciatura è un modo di garantire requisiti essenziali allo svolgimento di un percorso scolastico corretto, senza dimenticare che la priorità della scuola è il bambino e la sua istruzione. Le classi-pollaio? Sono certa che questo non c’entri, ci sono sempre state classi molto numerose. I bambini vivono in maniera forte le dichiarazioni dei genitori e alla fine gli unici a rimetterci saranno proprio loro. È ora di ridare alla scuola la sua priorità e riconoscere la sua finalità principale: quella formativa».

Sentitevi ora l’attacco della tiratona del Pd,  un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Alessandro Profumo, con la richiesta di inviare un’ispezione. «È questo – chiede Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd – che deve fare la scuola? Portare avanti piccoli eccellenti e lasciare indietro chi parte con qualche svantaggio? È questo il compito della scuola? Il rifiuto, l’esclusione in quella tenera età, lascia impronte profonde nell’anima. Manifestiamo tutto il nostro sdegno per quel che è successo e continueremo a combattere perché la scuola dell’inclusione possa continuare a essere la spina dorsale di un Paese che ha bisogno di rialzarsi sapendosi tenere per mano anche con chi è più debole». Qualche svantaggio non essere in grado di leggere e scrivere? La scuola dell’inclusione, ovvero degli analfabeti, come futura spina dorsale del  Paese? Poveri noi, non cambia mai niente, è sempre il ’68.

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Categorie: Attualità
  1. 12 giugno 2012 alle 20:22 | #1

    ha ragione il pd, IO VOGLIO UNA LAUREA IN INGEGNERIA E UNA IN MEDICINA E CHIRURGIA!

    • 12 giugno 2012 alle 20:36 | #2

      Sono dacordo, io voglio tute le laure in tuto quelo che cè. Perche la squola à la forza che la puo darla a tutti queli che la vogliono!

      • oly64
        12 giugno 2012 alle 20:45 | #3

        Si, anche la laura la può dare a tutti quelli che la vogliono….

  2. oly64
    12 giugno 2012 alle 20:35 | #4

    Va beh, la Maglie è famosa anche perchè riesce a creare polemiche dal nulla. A parte che la sfido a portarmi tutti gli altri alunni di prima elementare che sappiano leggere e scrivere fluidamente, il problema posto dai genitori non è tanto la correttezza o meno della bocciatura che può sempre starci, anche se, a mio parere, in prima elementare serve a poco perchè poco bisogna apprendere, ma la propensione degli ultimi anni a riformare, vuoi per risparmio, vuoi per la chiusura di parecchi istituti nelle frazioni dei paesi, classi piuttosto numerose, soprattutto nei primi anni di scuola. Seguire 30 o 35 alunni di diverso livello ed esperienza, (molti hanno già basi cospicue, eredità della scuola materna) è praticamente impossibile ed è normale e comprensibile che si tenda ad abbandonare quelli che non possono tenere il passo e che non riescono ad essere seguiti, anche per avere negli anni successivi una classe ridotta, più compatta e livellata. Il fatto poi che nella questione possano entrare personaggi politici di questa o quella estrazione servirà solo a far schierare i pareri in base a quello, ma il problema c’è e sarà sempre più sentito e presente.

    • 12 giugno 2012 alle 20:49 | #5

      E poi bisogna che queli estracomunitari che non sanno l’italiano lo imparano a squola perche senò a cosa serve la squola? E poi dopo che l’ànno imparato possono stare con queli italiani alla pari e tutti dopo si sono messi insieme nella stessa squola. Senò e razismo quello che gli estracomunitari che litaliano non lo parlano bene che non possono stare con gli italiani e v’anno promossi pure anche l’oro.

      • oly64
        12 giugno 2012 alle 20:56 | #6

        Non scherzare troppo. Ci sono figli di extracomunitari che parlano e scrivono meglio di te e con meno inflessioni dialettali. Il problema della lingua, con il sostegno e i corsi pomeridiani, può essere facilmente risolvibile e anche ripetere un anno non è un dramma. Vediamo di inquadrare e focalizzare giustamente le questioni. Nella riforma Gelmini ci sono parecchie buone iniziative, ma l’istruzione ha bisogno soprattutto di fondi, perchè è l’istruzione che può garantirci un futuro, magari migliore.

        • 12 giugno 2012 alle 21:19 | #7

          L’istruzione di fondi ne ha fin troppi ma bisogna saperli gestire: 1 bidello per piano = buono, 3 bidelli per piano = non buono! 1 maestro per classe = buono, 5 maestri per classe = non buono. E poi via le connivenze professori autori: Nicola Abbagnano, Giovanni Fornero – la filosofia dall’umanesimo all’empirismo – ISBN 9788839530936, 38 euro, è più che intonso, è ancora incartato! Alle mie rimostranze il prof. di filosofia rispondeva: non abbiamo avuto il tempo di fare tutto il programma! L’istruzione non ha bisogno di fondi, HA BISOGNO DI CINGHIATE NELLE GAMBE!

          • oly64
            13 giugno 2012 alle 08:58 | #8

            Per questo ho ricordato che alcuni spunti della Gelmini erano condivisibili: una riorganizzazione della scuola con eliminazine degli sprechi, il ritorno alla figura del maestro unico come precettore, pedagogo, e alla cultura del rispetto e dell’educazione. I maestri d supporto, 3-4 per istituto, si occuperebbero delle ripetizioni di italiano, delle lingue straniere, dell’educazione fisica, del sostegno agli alunni difficili o in difficoltà e di eventuali altre materie complementari. Non è ve che i fondi sono sufficienti, anzi, sono sempre meno: le strutture sono vecchie e fatiscenti, gran parte dei testi scolastici è a carico dei genitori, che devono fornire pure la carta igienica dei servizi, per non parlare delle strutture sportive o delle mense. Forse sono troppi anni che non le frequenti ;-)

  3. rudy1962
    12 giugno 2012 alle 22:30 | #9

    SENATRICE DEL PD …. la scuola che vorresti tu è quella di portare avanti tutti vero?? asini e galline COMPRESI. E poi ci troviamo gente del tuo livello a fare il senatore. Ma se TUTTI meritano di andare avanti PERCHE’ NON LASCI IL TUO FOTTUTO POSTO AL SENATO e non lo regali a un’operaia ??? eh ??? e chi da’ spazio a queste oche, nella testa ne ha quanto loro

  4. 14 giugno 2012 alle 11:53 | #10

    ooooohhh adesso su ogni giornale si legge di bambini (o ragazzi)respinti e genitori che si rivolgono all’avvocato. MA TORNARE INDIETRO DI 50 ANNI NO???? quando a scuola comandava il direttore (o preside) e i genitori NON POTEVANO rompere il cazz???

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