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da Il Giornale

Europei, forza Grecia Germania fuori dall’euro

Domani sera alla PGE Arena di Danzica l’undici di Fernando Santos affronterà la Germania. Il ct Loew ai affretta a rassicurare: “La politica non c’entra niente”. Ma in molti sperano in un upgrade insperato. Sugli spalti anche la Merkel, uscita con le ossa rotte dal G20 di Los Cabos. E molti in Europa iniziano a tifare duro per la squadra greca. E voi, da che parte state?

Il ct Joachim Loew continua a ripeterlo come un mantra: “Per me è un quarto di finale come tutti gli altri, e della Grecia in questo momento voglio vedere solo l’aspetto calcistico e sportivo”. Eppure quella di domani sera tra la Germania e la Grecia, in campo alle 20:45 alla PGE Arena di Danzica, è qualcosa di più di un quarto di finale degli europei.

Un match che rievoca un altro scontro, quello fra Berlino e Atene per il rigore dei conti pubblici e i piani di austerity per abbattere il debito ellenico.

Nel ribattezzato G8 degli europei di calcio, il destino vuole che ci sia posto a tavola anche per il Paese più in crisi di Eurolandia, che domani serà cercherà un upgrade insperato: entrare nell’elite del calcio continentale che conta e – soprattutto – mandare in default la grande favorita della rassegna continentale.

E questo nei giorni in cui si decide il futuro della moneta unica. Tuttavia, gli undici di Fernando Santos che si preparano ad affrontare la Germania preferiscono pensare al calcio evitando ogni sorta di interpretazione “politica”. “Non siamo qui per parlare di politica, siamo qui per giocare a calcio, tutti conosciamo la crisi che sta attraversando il nostro Paese – ha detto il vice capitano Kostas Katsouranis – ma la cosa più importante per noi è indossare la nostra maglia, la nostra bandiera e giocare per la squadra”. Eppure in Italia, come in tutta Europa, è un continuo schierarsi. A favore della Grecia. Tifo duro, dunque.

Alla cancelliera Angela Merkel, che domani sera sarà sugli spalti a Danzica (per essere presente ha addirittura chiesto, e ottenuto, un anticipo del vertice romano con Monti, Hollande e Rajoy), fischieranno le orecchie.

Paradosso dei paradossi: il capo del governo tedesco si troverà di fronte un omonimo del neopremier greco, il 30enne attaccante Giorgos Samaras. Se nei giorni scorsi al G20 di Los Cabos i Grandi della Terra hanno definitivamente bocciato il rigore calvinista che la cancelliera tedesca ha voluto imporre a tutta l’Europa. A nessun Paese vanno più a genio quelle dure politiche improntate sull’austerity. Anche la stampa tedesca, nei giorni scorsi, ha scritto di questo isolamento in cui è stata gettata la Merkel che fino a pochi mesi fa se la rideva insieme all’ex presidente francese Nicolas Sarkozy.

D’altra parte, sin dai primissimi tempi, con l’avvento del trattato di Maastricht, come spiegava nei giorni scorsi l’ex ministro Renato Brunetta, l’economia tedesca ha iniziato subito a “lucrare su un cambio strutturalmente ‘sottovalutato’ e sul conseguente aumento esplosivo delle sue esportazioni nel resto dell’area euro, a scapito di tutti gli altri Paesi”. Una sorta di dividendo che la Germania ha subito capitalizzato anche oltre il dovuto e contro gli altri Paesi del Vecchio Continente. “Si è creata in tal modo una sorta di bolla dal dividendo egoistico di Maastricht, in cui tutti lucravano sulla moneta unica – continuava Brunetta – il bengodi è durato dall’introduzione dell’euro nel 1999 fino a ottobre 2009, quando la Grecia ha fatto scoppiare la bolla”. Alle prime minacce di default la Merkel ha reagito in maniera insufficiente e miope: austerity, punizioni e ricatti. La conseguenza? La speculazione è andata all’attacco dei titoli di Stato dei famosi Pigs trasformando il Bund tedesco nel titolo “rifugio” per eccellenza. Da quel momento ha avuto inizio l’egemonia (politica ed economica) tedesca sull’intera Eurozona. Adesso, però, ai quarti di finale la Grecia cerca il riscatto.

Dai mercati finanziari al campo di calcio il passo è davvero breve. I siti greci rievocano l’epica battaglia delle Termopili tra lo sparuto esercito greco e l’impero persiano. A Roma i parlamentari italiani hanno già deciso da che parte stare: in molti si sono schierati apertamente con la Grecia e contro la Germania. “Io sto per definizione con il più debole”, fa sapere Antonio Di Pietro. Perfettamente d’accordo il pdl Maurizio Paniz. “Io tifo per la Germania – controbatte il Pd Mario Adinolfi – mi da anche un po’ fastidio questa retorica buonista pro-Grecia”. Ma Guido Crosetto insiste: “Tifo Grecia perchè hanno bisogno di una bella vittoria”. E voi, da che parte state?

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Categorie: Attualità
  1. 21 giugno 2012 alle 22:55 | #1

    Mi viene in mente un film…

    Se c’è da schierarsi sono sempre pronto: VIVA GRECIA!

  2. 22 giugno 2012 alle 07:03 | #2

    certo sarebbe bello se tutti i pigs andassero in semifinale e le superpotenze fuori dai cog…purtroppo credo che la grecia sarà nettamente battuta, non solo e non tanto perchè decisamebnte inferiore, ma perchè con ogni probabilità giocheranno “col sangue agli occhi” e non useranno la tattica che ha consentito loro di vincere gli europei del 2004 (tra l’altro allenati da un tedesco, sic) cioè difesa e contropiede. il portogallo, come avevo pronosticato, ha battuto i cechi, la germania purtroppo batterà la grecia, 3-0, l’italia dovrebbe superare la perfida albione, decisamente inferiori tecnicamente gli inglesi, e la francia farà lo scherzetto alla spagna. poi semifinali e in finale italia- germania, con i tedeschi che non riescono a batterci da tempi biblici ormai. in conclusione: italia campione d’europa!

    • 22 giugno 2012 alle 09:47 | #3

      spero TANTISSIMO che ste cose tu le abbia viste e immaginate in un film inesistente :D …… (ma mi piacerebbe fosse vero lo scherzetto della Francia)

    • 22 giugno 2012 alle 20:12 | #4

      In quanto a ottimismo vai forte… :-D

  3. oly64
    22 giugno 2012 alle 08:38 | #5

    Io faccio un po’ fatica a mettere sullo stesso piano una partita di calcio, le diatribe politiche e le tensioni sociali dovute alla crisi. Capisco possa essere magari per i greci un momento di svago e di rivalsa emotiva, ma credo che al risveglio domattina il pathos si sarà già stemperato edisciolto nella cruda realtà. Per me, che seguo gli europei d calcio semplicemente per quel che rappresentano, un torneo sportivo, questa partia è un quarto di finale cme gli altri e, non essendoci impegnta l’Italia, voglio godermela come semplice spettacolo. Sapendo che la vincente potrebbe eventualmente, grazie ad un fato favorevole, incontrare la nostra nazionale, sono indeciso su quale squadra far propendere il tifo, con una certa predilezione per i tedeschi, per la favorevole tradizione e per il fatto che gli azzurri con le squadre deboli e mediocri sanno complicarsi molto di più la vita.

    • 22 giugno 2012 alle 20:31 | #6

      Io non seguo il calcio. E’ uno sport guerrafondaio e violento: il capitano, il cannoniere, l’attaccante, la difesa; sono termini derivati dal gergo militare e la violenza delle tifoserie lo dimostra. Senza contare l’assoluta staticità di questo gioco, senza nessuna evoluzione o rinnovamento. Ma stasera Germania e Grecia non giocano a calcio; giocano a DIGNITA’! I tedeschi l’anno ormai persa, dimostrando a tutto il mondo che sono uguali in tutto e per tutto ai loro padri del ’39; i greci irrisi e offesi vogliono vendicarsi e dimostrare al mondo che possono battere chi li sta schiacciando. Salutai ingenuamente la riunificazione tedesca come la fine di un’epoca disgraziata: quanta delusione! Ma quando per la terza volta firmerà la resa senza condizioni non la divideremo in due: la faremo in mille pezzi!

      • 22 giugno 2012 alle 23:37 | #7

        usa termini militari ma secondo me non ha niente a che fare con il “militare”. Alcune tifoserie sono semplicemente bestie (e colpa dei governi che le lasciano fare). Quanto al calcio in se beh … i militari non c’entrano è uno sport da (………….)

      • oly64
        23 giugno 2012 alle 11:40 | #8

        *l’hanno ormai persa (la dignità, non l’h), ma hanno anche carattere e fortuna che li fa sempre arrivare fino in fondo. Noi, con la Spagna, siamo gli unici in grado di fermarli, almeno in questo..giuoco.

  4. oly64
    22 giugno 2012 alle 08:50 | #9

    Nella partita invece fra la Merkel e l’Italia, dopo che i greci hanno opportunamente fatto la scelta più sensata e meno traumatica, torna a voler essere protagonista il Cavaliere che, dopo essere stato un sotenitore dell’Euro e dell’unione europea ora, cedendo ai soliti populismo e demagogia propagandistica,afferma che un’uscita dall’euro di alcuni paesi non sarebbe poi un’ipotesi assurda. Mettendo pure in conto che fra due giorni o due mesi sosrrà di essere stato frainteso e che dicendo che non sarebbe stato uno scandalo sostenere certe tesi non significa che lui fosse favorevole eccetera etc… certe esplicazioni risultano intanto assolutamente pericolose e controproducenti ma, soprattutto, di una straordinaria idiozia per uno che di economia dovrebbe saperne qualcosa. Un altro indizio che conferma la convinzione che il buon Silvio sia proprio pronto per l’ospizio.

    • 22 giugno 2012 alle 20:17 | #10

      Idiozia fu entrare nell’euro, idiozia è esserci, idiozia è rimanerci. Prima la facciamo finita con ‘sta stronzata allatta-Germania meglio è. Per tutti.

      • 22 giugno 2012 alle 23:27 | #11

        esatto, BASTA CON QUESTA DISGRAZIA CHIAMATA EURO

      • oly64
        23 giugno 2012 alle 11:35 | #12

        L’importante che me lo diciate prima. Sto contattando delle banche svizzere online dove portare i miei due risparmi. Se ci svaluteremo del 30% e faremo la fame, almeno potrò andare a Tahiti a vivere ;-)

        • 23 giugno 2012 alle 13:15 | #13

          Se torna la lira tutto si dovrà moltiplicare, grazie a Prodi e ai tedeschi, per 2 e per mille. Il mutuo certo, ma anche lo stipendio! Sicuramente questo più che portare inflazione RIVELERÀ’ la reale inflazione che è già presente, perchè non penso che ci sia gente che si beva la favolina del 3,5 – 4%…

          • oly64
            23 giugno 2012 alle 13:43 | #14

            Allora vedi che ammetti che l’euro significa stabilità? Purtroppo (e spero non si verificherà) un ritorno della lire significherebbe invece proprio svalutazione, la lire dovrebbe per lo meno perdere un 30%, i nostri stipendi, i nostri risparmi varrebbero molto meno e noi tutti saremmo più poveri. Tutti tranne chi saprà specularci (indovina chi? quelli che hanno grandi fondi) e, se io cercherò di salvare le mie poche migliaia di euro, chi ne ha tanti, molti di più non farà altrettanto? Le banche non faranno altrettanto? Salveranno gli investimenti e speculeranno sui depositi dei clienti svalutati. Ecco perchè chi è proprietario di banche (chi sarà mai?) non vede poi così male un ritorno alla lira, mentre noi pagheremo tutto molto più caro (siamo dipendenti dalle importazioni e se prima andando in germania trovavo più o meno gli stessi prezzi in futuro saranno per noi più cari del 25-30%) e i tuoi investimenti per l’università e il futuro dei tuoi figli diverranno semplicemente mancette… Contenti voi, io saprò cautelarmi ;-)

            • oly64
              23 giugno 2012 alle 13:45 | #15

              PS… a avercelo lo stipendio (intanto quello mi è già diminuito) ;-)

            • 23 giugno 2012 alle 14:00 | #16

              Tra lo scenario che ha descritto in caso di ritorno alla lira allo scenario attuale con l’euro che differenza c’è? Non abbiamo forse perso potere d’acquisto, non del 30 ma del 50%, ad essere ottimisti? Non è forse vero che la reale inflazione è (secondo i bancari) all’8%, ma io penso che raggiunga e oltrepassi il 15%? Non sono io che ammetto che l’euro significa stabilità, se tu che ammetti che è un disastro! Proprietario di banche, saprà specularci, chi sarà mai…mmmm… Ah: il governo Monti! :-D

              • oly64
                24 giugno 2012 alle 11:28 | #17

                PIù facile che sia, in linea di principio logico, chi ha debiti in Italia e fondi all’estero. Ripeto: oggi il mio potere d’acquisto all’estero è discreto, non dico di fare affari ma posso permettermi di girare con una certa tranquillità paesi euro e non, senza dovermi svenare. A questo punto quasi auspico che Grecia o Italia possano tornare indietro solo per dimostrarti che le mie teorie sulla svalutazione e la povertà risulteranno corrette.

                • 24 giugno 2012 alle 14:33 | #18

                  Come faccia ad essere discreto il tuo potere d’acquisto nei paesi euro non lo so, con il mio euro le cose vanno diversamente, sopratutto in Irlanda. comunque s’è sempre la storiella che per avere moneta dobbiamo indebitarci, se ci indebitiamo paghiamo più interessi, se paghiamo più interessi paghiamo più tasse, se paghiamo più tasse siamo meno concorrenziali. L’avevi detto tu, ricordi?

                  • oly64
                    25 giugno 2012 alle 08:48 | #19

                    Sul fatto che ia ecessario cambiare le regole in merito all’acquisizione, al conio della moneta unica e renderla veramente la ivisa di un paese retto da un unico governo cnfermo quello che ho sempre detto, ma resta assodato pure che rinunciando a quella moneta saremmo estremamene più poveri, magari più competitivi, ma più poveri, indebitati e dipendenti dalle impotazioni sempre più care. In Irlanda ci sono stat nel ’98 ed effettivamente (con la lira) la vita era un po’ più cara, come lo eraancor di più a Londra. Ma prova ad andarci ora a Londra Quest’anno, finalmente, grazie anche al valore dell’euro/marco, potrò coronare il mio sogno di perdermi fra i fiordi norvegesi, fino a Caponord, vacanza sempre rinviata per i prezzi improponibili. A propoisto di Norvefia, sai dirmi perchè quel paese non ha debito pubblico? Perchè non ha aderito all’euro e non deve pgare peravere moneta te lo dico io, ma quello è proprio il problema europeo che denuncio da anni e che auspico superabile, ma quello per la Novegia non infuirebbe più di tanto. Perchè allora?

                    • 25 giugno 2012 alle 19:38 | #20

                      Il debito pubblico è un falso problema: la Germania non computa nel debito pubblico i costi del welfare; se lo facessimo anche noi saremmo messi uguali a loro se non meglio! Quanto al cambio non devi basarti esclusivamente sul rapporto tra le monete (ho qui davanti l’andamento EUR/NOK : min 7.2225 l’8/1/2003, max 9.9450 il 29/12/2008, attualmente 7,5126 trend in calo – dati Forex) ma devi considerare la perdita d’acquisto dell’euro rispetto alla lira (tu non la avverti o la avverti molto poco, se avessi moglie e 2 figli difficilmente ti potresti permettere la Norvegia) e il costo del cambio. In sostanza il cambio è favorevole, ma il calo del potere d’acquisto vanifica (quando non peggiora) il cambio favorevole. Lo vedi sull’energia: è vero che lo scellerato abbandono del nucleare ha fatto schizzare in alto il prezzo dell’energia e le fonti “rinnovabili” spingeranno questo costo ancora più in alto, sia in termini di denaro che di inquinamento e di conseguenza di pericolosità, ma anche l’euro ci ha messo del suo annullando il cambio favorevole col dollaro con la perdita di parte del reale potere d’acquisto.

  5. 22 giugno 2012 alle 09:50 | #21

    io da che parte sto? GRECIA ovvio

    • oly64
      25 giugno 2012 alle 20:42 | #22

      Se avessi famiglia probabilmente non potrei permettermi nemmeno un we a Cesenatico ma, senza l’euro facilmente mi troverò nella stessa situazione anche da single. Lo scarso potere d’acquisto in Italia è dovuto soprattutto alla mancata rivalutazione delle retribuzioni al reale tasso d’inflazione e dall’assenza di controlli e e perseguimenti nel periodo di transizione lira/euro che ha fatto si che i prezzi venissero tranquillamente duplicati e che le vecchie centomila lire diventassero sulle etichette 100 euro. Il debito pubblico poi sarà anche un falso problema ma io lo avverto eccome come reale dato che in nome di quello mi continuano a salassare.

      • 25 giugno 2012 alle 21:34 | #23

        E non noti nessuna coincidenza tra la mancata rivalutazione delle retribuzioni e l’avvento dell’euro? Certo l’assurda tassazione e l’incapacità/cecità ideologica dei sindacati già dagli anni 90 aveva fermato la crescita delle retribuzioni, ma dopo l’euro le cose sono peggiorate. Non c’era bisogno di controlli che sarebbero stati impossibili e inutili (se voglio vendere la mia caramella a 100 euro sono libero di farlo, come tu sei libero di comprarla o no), bastavano tre semplici cose: due anni di affiancamento alla lira per prendere confidenza con la nuova valuta, la banconota da un euro e il limite alla seconda cifra decimale nei prezzi, perché se il taglio minimo è il centesimo la precisione massima dei prezzi DEVE essere il centesimo. Ma alla pompa di benzina vediamo tre decimali dopo la virgola e nelle bollette della luce o del telefono ne ho contate fino a 10! Non ti salassano in nome del debito pubblico che, ti ripeto, dipende da come lo computi, ti salassano in funzione di una spesa pubblica fuori controllo composta da sanità, istruzione, previdenza, burocrazia, malaffare. E da una moneta non governata da una banca centrale, indifesa e permeabile ad ogni tipo di attacco speculativo.

        • oly64
          26 giugno 2012 alle 15:27 | #24

          No, no, mi tasano poprio in nome dell’ingente debito pubblico, del resto non fanno cenno, cioè degli sprechi (più che dele spese, quelle necessarie, che vengono invece tagliate) e dell’inutilità del parlamento europeo. Per lo scarso potere d’acquist delle retribuzioni possiamo ringraziare Craxi e Amato ch, con il benestare dei sindacati, hanno buttato a mare il primo e unico strumento a difesa dei salari dipendenti, la scala mobile o contingenza. E’ da lì che è partita tutta una politica a scapito dei dipendenti consumatori e della sterilizzazione dei salari che continua tutt’oggi e che, in prospttiva, ci porterà a perdere sia potere d’acquisto che lavoro.

          • 26 giugno 2012 alle 19:42 | #25

            Ma non mi dire: ti tassano in nome del debito e non nel nome degli sprechi! Eh si, allora sarà proprio vero, gli sprechi non c’entrano una sega e il debito pubblico è quello che fa aumentare le tasse! Sai che puoi fare? Puoi fargli questa domanda: e il Giappone, che ha un debito superiore al nostro, dovrebbe tassare tanto da far impallidire perfino Monti lo sceriffo di Nottingham; e la Germania, che non computa il welfare nel calcolo del debito, dovrebbe tassare molto poco. Prova a chiederglielo, sentiamo che dicono… :-D

            • oly64
              26 giugno 2012 alle 20:33 | #26

              Guarda che sono anni che ripeto che servono incentivi e detassazioni e non aumenti della pressione fiscale. Ora che ci sei arrivato pure tu, vuoi fare la ramanzina a me?

          • 26 giugno 2012 alle 19:51 | #28

            Quanto alla contingenza hai contestato il sindacato nell’unica cosa che nella sua più che centenaria esistenza ha fatto giusta: veramente non capisci che se aumenti i salari con un meccanismo basato sulla periodicità e non sulla produttività reale, l’inflazione aumenta esponenzialmente? Ma non le ricordi le inflazioni a due cifre pre-scala mobile che, nonostante i disastri dell’euro, dopo il blocco della contingenza non abbiamo più visto? Dai Oly!

            • oly64
              26 giugno 2012 alle 20:32 | #29

              Ma davvero credi che adeguare le retribuzioni, il potere d’acquisto all’inflazione (dell’anno prima!) porti altra inflazione e non più consumi? L’inflazione galoppante non era causata dalla contingenza, anzi quella serviva a restituire ai dipendenti quello che moneta, mercati edebiti portavano via ai loro salari. Va beh, quando si dice che l’ideologia rende ciechi, sordi e pure sciocchi…Non mi spreco neppure.

              • 26 giugno 2012 alle 21:12 | #30

                Hey, ancora BINGO! Ultimamente sei una potenza! Benissimo ora ti è chiaro che i “panieri” per misurare l’inflazione vengono costruiti per calcolarvi sopra le retribuzioni e mantenerle artificialmente basse in modo da non generare inflazione. Avevo già parlato di questo meccanismo ai tempi di excite, ma non stai mai attento… Ora ti rimane da assimilare il meccanismo generato dalla scala mobile; vediamolo insieme:

                1) la scala mobile aumenta di X la retribuzione del salariato
                2) le aziende aumentano di X i prezzi dei loro prodotti per rientrare dell’aumento
                3) il salariato non ha guadagnato nulla e ha bisogno di un ulteriore aumento
                4) la scala mobile aumenta di X1 la retribuzione del salariato
                5) le aziende aumentano di X1 i prezzi dei loro prodotti per rientrare dell’aumento
                6) il salariato non ha guadagnato nulla e ha bisogno di un ulteriore aumento
                7) la scala mobile aumenta di X2 la retribuzione del salariato
                8) le aziende aumentano di X2 i prezzi dei loro prodotti per rientrare dell’aumento
                9) il salariato non ha guadagnato nulla e ha bisogno di un ulteriore aumento
                10) la scala mobile aumenta di X3 la retribuzione del salariato
                11) le aziende aumentano di X3 i prezzi dei loro prodotti per rientrare dell’aumento
                12) il salariato non ha guadagnato nulla e ha bisogno di un ulteriore aumento
                13) la scala mobile aumenta di Xn la retribuzione del salariato
                14) le aziende aumentano di Xn i prezzi dei loro prodotti per rientrare dell’aumento
                15) il salariato non ha guadagnato nulla e ha bisogno di un ulteriore aumento

                e così via con l’inflazione sempre più su, come la grappa bocchino….

                Ma naturalmente SIEMPRE SEGUNDO dopo de te! :-D :-D :-D

  6. monrefuge1
    22 giugno 2012 alle 12:39 | #33

    Deutschland, Deutschland über alles,
    Über alles in der Welt…. anche se ormai questa Nazione è stata castrata dalla putrida melma rossa e non osa più cantare questi versi nel proprio inno, io continuo (l’ho sempre fatto) a tifare per gli ex camerati germani. Quanto alla “culana” (così mi piace chiamare la culona) se noi al sud non siamo in grado di avere un governo galantuomo non possiamo dare la colpa a nessun tedesco. Fino a quando non ci libereremo definitivamente della lurida feccia sinistra non potremo mai anelare ad un governo serio quale, per caso, avemmo (mi piacerebbe dire “ebbimo” ma mi rendo conto… :) ) per vent’anni d’oro.

    • 22 giugno 2012 alle 23:39 | #34

      mink, stasera non si riesce scrivere qui. Mon a me la germania non sta tanto simpatica, ma su un argomento la considero sicuramente piu’ seria dell’america e dell’itaGlietta. Solitamente la germania non manda a processo un poliziotto per tutelare un delinquente

      • 22 giugno 2012 alle 23:41 | #35

        comunque Mon la tua culona ce l’ha fatta, ora rimane da sperare che passino i galletti … e poi (se proprio vuoi stare con una nazione grande per domenica sera tiriamo fuori le ns. bandiere (quelle con la croce di S,Giorgio)

        • monrefuge1
          23 giugno 2012 alle 08:12 | #36

          Mai coi porchi inglesi! Li ricacceremo sugli alberi da dove li abbiamo tirati giù con le nostre magnifiche Legioni.

          • 24 giugno 2012 alle 11:37 | #37

            ma no dai era solo per comodità di possedere una bandiera :D ahahah per quanto il formigoni e banditagli rossi abbiano cambiato la bandiera con quello straccio con un sibolo della asl la nostra bandiera era ed E’ bianca con la croce di S. Giorgio. Perfettamente uguale a quella dell’Inghilterra

  7. oly64
    25 giugno 2012 alle 20:43 | #38

    Se avessi famiglia probabilmente non potrei permettermi nemmeno un we a Cesenatico ma, senza l’euro facilmente mi troverò nella stessa situazione anche da single. Lo scarso potere d’acquisto in Italia è dovuto soprattutto alla mancata rivalutazione delle retribuzioni al reale tasso d’inflazione e dall’assenza di controlli e e perseguimenti nel periodo di transizione lira/euro che ha fatto si che i prezzi venissero tranquillamente duplicati e che le vecchie centomila lire diventassero sulle etichette 100 euro. Il debito pubblico poi sarà anche un falso problema ma io lo avverto eccome come reale dato che in nome di quello mi continuano a salassare.

  8. 26 giugno 2012 alle 18:11 | #39

    Oly, me la togli una curiosità? (ovviamente non sei obbligato rispondere) tu sei di quelli che dopo la partita parti in auto con la bandiera fuori dal finestrino e clacson a palla? e urli a squarciagola “ABBIAMO” ahahahah SIIIIII “abbiamo” vinto?

  9. 26 giugno 2012 alle 21:43 | #41

    oly tu che sei un fan dell’euro dovresti renderti conto che sena l’abolizione della scala mobile (condicio sine qua non) non saremmo mai potuti entrare nel sistema euro (accidenti, a saperlo prima ;-) ) e che l’adeguamento degli stipendi grazie alla scala mobile era inferiore all’inflazione reale, la quale continuava a crescere e lo stipendio, scala mobile compresa, perdeva potere d’acquisto a occhio nudo! devi renderti conto che l’abolizione della fottuta scala mobile rientrava nei piani per il ragiungimento della moneta unica, fattene una ragione e cerca di trovare un accordo con te stesso!

    • oly64
      26 giugno 2012 alle 22:58 | #42

      Ma su questo siamo d’accordo. Dovresti però dirlo al tio compare che la scala mobile non c’entra nulla con l’inflazione, che galoppava ad altre e alte cifre in confronto al misero adeguamento di contingenza. Ti dirò di più, il mio contratto, quello edile, prevede da anni un aumento sostitutivo della contingenza, non lo si chiama effettivamente così ma, ogni gennaio noi adeguiamo i nostri minimi salariali, del 2/2,50% a copertura dell’aumento inflazionistico. Non mi pare che questo abbia portato in questi anni l’inflazione a livelli intollerabili. Sarà solo una questione di termini? Io non credo proprio.

      • 26 giugno 2012 alle 23:37 | #43

        ma come non c’entrava nulla! dopo l’abolizione della stessa l’inflazione passò dal 20% al 4,5%. solo un caso? ma dài sù!

        • oly64
          27 giugno 2012 alle 09:09 | #44

          Inflazione 1987= 5,,20% , 1988= 5,50%, 1989=6,60%,1990= 6,50%,
          1991= 5,90%, 1992= 4,70%, 1993= 4,40%, 1994= 3,90%
          1995= 5,50% …..

  10. 27 giugno 2012 alle 10:19 | #46

    1979 20,60%
    1980 18,30%
    1981 17,60%
    1982 16,20%
    1983 12,30%
    1984 9,30%
    1985 8,00%
    1986 4,20%
    1987 5,20%
    1988 5,50%
    1989 6,60%
    1990 6,50%
    1991 5,90%
    1992 4,70%
    1993 4,40%
    1994 3,90%
    1995 5,50%
    1996 2,70%
    1997 1,90%
    1998 1,50%
    1999 2,20%

    considerando che il taglio della scala mobile è stato iniziato nel 1984 con il taglio di 4 punti in percentuale possiamo vedere che una volta entrato a regime il provvedimento l’inflazione si è ridotta a un terzo. dopo la definitiva abolizione nel 1992 ha continuato a calare fino al 1,5 nel 98, e non c’era nemmeno l’euro. tu ovviamente, come hai dichiarato in passato, riporti solo quello che ti conviene, quello che non ti fa comodo lo tralasci. patacca!

    • oly64
      27 giugno 2012 alle 11:23 | #47

      I vetri non ti si addicono, a meno che gli effetti si sentano dopo anni e anni. La scala mobile stata abolita nel 1992, quindi le buste paghe quell’anno sono state rivalutate, ma fra gli anni precedenti e quelli successivi non c’è alcuna differenza.

      • 27 giugno 2012 alle 11:57 | #48

        da wikipedia: “La scala mobile verrà abrogata tra il 1984 e il 1992 dai governi di Bettino Craxi e Giuliano Amato, con l’accordo degli stessi sindacati, a causa del circolo vizioso che aveva generato, contribuendo alla continua crescita dell’inflazione.” con maggior oculatezza ci potevi pure arrivare.

        • oly64
          27 giugno 2012 alle 14:23 | #49

          Va beh, lasciamo perdere la fonte, non è quello che io contesto, ma capici che fino al 1992 c’è comunque stato un aumento di salari per contingenza legato all’inflazione? Capisci che fra l’86 e il 1995 l’inflazione è stata costante? NOOO? :-o E hi se ne frega, l’importante è che capisca chi ci legge…

  11. oly64
    27 giugno 2012 alle 11:54 | #50

    Bon, abbiamo capito che sia tu che Mmyg siete contrari ad adeguare le retribuzioni all’aumentare del costo della vita perchè aumenterebbe l’inflazione. Per curiosità, siete anche contrari a manovre atte a rimborsare o almeno ad attenuare il fiscal drag ai dipendenti? Così, tanto per capire il vostro grado di masochismo. ;-)

    • 27 giugno 2012 alle 12:01 | #51

      ciccio caro, se mi aumenti lo stipendio ma di pari passo l’inflazione mi sottrae potere d’acquisto che cosa me ne faccio della scala mobile? abbiamo sempre sostenuto l’abbassamento delle tasse il più possibile, soprattutto quelle sul lavoro e sulle imprese, in maniera tale da lasciare più denaro nelle buste paga, mantenere sotto controllo l’inflazione, diminuire gli sprechi della p.a. ecc. ecc. ma se a te va bene la demagogica scala mobile…
      p.s. il masochismo c’entra come un barbone al grand hotel!

      • oly64
        27 giugno 2012 alle 14:20 | #52

        Ok, allora su qualcosa siamo d’accordo. Spero non ti dispiaccia che io preferisca rimanere in edilizia e godermi quel poco di aumento annuo, Tanto non si chiama ‘scala mobile’ ;-)

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