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più son grosse più ci credono/2
Dicevano questi signori promotori del referendum del 2011 sull’acqua potabile e sul nucleare…

Mi auguro che il 12 e 13 giugno siano pochissimi i fan di Leopold von Sacher-Masoch (lo scrittore austriaco da cui fu fatto derivare il termine «masochismo»): disertare le urne – impedendo il raggiungimento del quorum – significa farsi mettere domani le mani nelle tasche, in virtù dell’aumento delle bollette, inevitabile effetto della privatizzazione dell’acqua.
Ora dicono gli stessi signori, che hanno combattuto le logiche del mercato, che hanno combattuto la privatizzazione dell’acqua per paura degli aumenti tariffari e delle garanzie di potabilità…
Il nucleare cattivo di cui nessuno si occupa
Andrea Aparo per Il Fatto Quotidiano
Come sono interessanti le persone dotate di fede e di certezze assolute. Per determinate questioni hanno la risposta certa. Sanno, senza ombra di dubbio, cosa fare, come fare, quando fare.
Prendiamo, per esempio, quelli che professano il “Nucleare no grazie”. Dicono che le centrali nucleari sono pericolose, non vanno costruite. Quelle in funzione vanno chiuse perché è una tecnologia sporca, difficile. La nostra stupidità è sempre in agguato. Three Mile Islands, Chernobyl, Fukushima sono casi clamorosi d’incidenti causati da errori umani o dai sistemi di controllo. Quindi, dagli all’untore, pronti alla mobilitazione, azioni dimostrative, protesta civile. Tutto lecito e giusto per chi ci crede.
Il nucleare “cattivo” non è quello civile per produrre energia ma quello che esplode in testate pronte a essere consegnate. Su questo strano pianeta popolato dalla nostra ancora più strana specie, ce ne sono tante, troppe.
Cina: 240 testate. Francia: 300. Russia 1492 strategiche e operative; 2000 tattiche e operative; 7000 accatastate in magazzini vari. Regno Unito: 160 operative e altre 220 in stock. Stati Uniti: 5113 fra attive e non operative: per essere più precisi 1737 sono operative e strategiche, 500 sono tattiche e 2645 sono inattive. Ce ne sono poi altre 3500 in attesa di smantellamento. India ne ha un centinaio. Israele fra 75 e 200. Pakistan fra 70 e 90.
Lasciamo perdere quelli che ci stanno lavorando per averle: Iran, Corea del Nord, Siria. Tutti paesi tranquilli e affidabili.
In totale, sempre con le approssimazioni del caso perché nessuno dice la verità sui numeri, abbiamo a che fare con 20mila bombe. Ci sono 440 impianti nucleari sulla Terra per una capacità totale di produzione di 377mila Mw e che forniscono il 14 per cento dell’energia elettrica che consumiamo allegramente.
20mila contro 440. La probabilità che un errore umano o un guasto tecnico, o un baco in qualche sistema di controllo, per non parlare degli “atti di Dio”, ovvero fenomeni naturali, scateni un inferno su questo ridicolo pianeta sono molto, molto più elevate di un incidente in una centrale nucleare che di certo non avrà le stesse conseguenze. Eppure i fedeli del “Nucleare no grazie” si preoccupano – correttamente secondo molti – delle Centrali, non delle bombe.
Del nucleare che fa Kaboooom se ne occupano in pochi. Si sentono solo bisbigli. Piccole increspature nel mare dell’indifferenza. Un consiglio alle persone dotate di fede “Nucleare no grazie”: provate a rivedere e ampliare la vostra dottrina e catechesi? Saremmo in tanti a seguirvi. Non per fede ma per ragione.
Luce, bolletta su del 9,8% Colpa dell’energia verde
Stangata record: rincaro del 5,8% ad aprile e del 4% a maggio: in totale 53 euro in più. Sale pure il gas: tariffe su dell’1,8%, pari a 22 euro
La stangata senza fine: a partire dal 1° aprile le bollette della luce e del gas, tra tasse, accise e balzelli, saranno ancora più care. L’aumento per quel che riguarda la luce è spaventoso: il balzo sarà del 5,8% nel mese di aprile, e a maggio si aggiungerà un ulteriore 4% per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate, che renderanno ancor più insostenibile la bolletta. Così da maggio gli italiani, per la bolletta della luce, dovranno sborsare in media il 9,8% in più. Ma le brutte sorprese non sono terminate, perché da aprile salirà anche la bolletta del gas dell’1,8 per cento. Per una famiglia tipo, la maggiore spesa annua per l’elettricità sarà di circa 53 euro, mentre per il gas salirà di 22 euro.
I prezzi - Scendendo nel dettaglio, dal primo aprile il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sarà di 18,292 centesimi di euro per kilowattora, cifra che comprende le tasse. La spesa media annua di una famiglia schizza così a 494 euro: 294 euro (pari al 59,5% del totale della bolletta) per coprire i costi di approvvigionamento dell’energia e commercializzazione al dettaglio; 68 euro (pari al 14%) per i servizi tariffati a rete (trasmissione, distribuzione e misura); 67 euro (pari al 13,5%) per le imposte che comprendono l’Iva e le imposte erariali, o le accise; 64 euro (pari al 13%) per gli oneri generali di sistema, fissati per legge.
“Un segnale ai decisori” - I rincari sono stati comunicati dall’Autorità dell’Energia, che ha sottolineato come con la mazzata si punti a dare un segnale ai “decisori” delle politiche energetiche impegnati a scrivere le nuove norme in materia di rinnovabili. Peccato che il “segnale” lo paghino gli italiani. Guido Bortoni, presidente dell’Authority dell’Energia, ha spiegato che il rincaro della bolletta della luce per gli incentivi diretti alle rinnovabili è stato sospeso per un mese: non scatterà ad aprile, ma a maggio. Una decisione, questa, ha spiegato Bortoni, per “dare un segnale chiaro e concreto. Il tempo di un mese potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare migliori scelte, con modalità sopportabili per i cittadini e per le imprese, alle quali si sta già chiedendo uno sforzo titanivo vista la congiuntura economica”.
“Rinnovabili non in discussione” - “Come abbiamo già espresso in numerose segnalazioni a parlamento e governo: efficienza energetica e fonti rinnovabili non sono in discussione. Occorre quindi creare – ha aggiunto Bortoni durante una conferenza stampa – le condizioni per reinserire la programmazione degli incentivi in un percorso di coerenza generale a tutela sia dei consumatori che dei soggetti attivi nella green economy. Bisogna tenere conto che alcuni obiettivi previsti dalla programmazione degli incentivi sono stati raggiunti già quest’anno, quando l’insieme degli incentivi alle rinnovabili/assimilate supererà di 10 miliardi di euro, con una spesa diretta di oltre 70 euro a famiglia, più i costi indiretti indotti nel sistema elettrico e nel mercato. Infatti, nell’aumento del 5,8% delle bollette elettriche l’effetto indiretto delle rinnovabili intermittenti vale circa il 40%”.
Notizia tratta da Libero
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